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dal cuore ai piedi

(io e il Tango)

Incontrai il Tango nel 1997.
L’abbraccio nel 2003.

Dal primo momento non smisi mai di studiare.
Dal secondo di scegliere l’abbraccio, un unico respiro.
Contatto, connessione, dialogo silenzioso, ascolto sottile e profondo.

Continuare a studiare è un gran divertimento; e ancor più ballare, non ho mai smesso!
In più, trovo che continuare e approfondire lo studio sia il modo per cercare gli infiniti strumenti per comunicare con l’altro, gli infiniti altri; per esercitare ed affinare l’ascolto, la connessione, con l’altro, gli infiniti altri, e così…insieme nella musica!

Tango.
Da subito, la milonga era l’unico luogo che conoscevo dove sapevo incontrarlo.
Per noi distanti dal suo luogo originario - e da quella storia - un intero oceano e più di un secolo, per noi estranei a quelle moltitudini divenute cultura, consuetudini, riti familiari, quotidianità, per noi il luogo del tango è la milonga, ogni mirada, ogni tanda, ogni abbraccio.
Poi, ho trovato un altro confine, ho alzato lo sguardo, ho visto che il tango è anche ‘oltre’: un quadro, uno scatto, un fumetto, un film, una poesia, un racconto, una piéce teatrale, un concerto, un paesaggio, un borgo, un castello…il tango attraversa l’arte, la bellezza, e si palesa altrove.
Forse questo mi accade perché sono distante da quel suo luogo originario e da quella storia un intero oceano e più di un secolo, estranea a quelle moltitudini divenute cultura, consuetudini, riti familiari, quotidianità? Non saprei.
La mia storia è un’altra e il mio luogo è un altro. (Adesso è un po’ anche Buenos Aires, anche se fosse soltanto il profumo…)

Di sicuro il mio luogo è l’abbraccio, di sicuro i miei luoghi sono lo studio, i libri, l’arte, la bellezza. Lì credo di trovare il tango, sempre più tango.
Ma forse, è un’illusione o - più propriamente - un’utopia.
Sarà. Però - come nella condivisione di un abbraccio - mi piace avere più luoghi dove poter sentire di incontrarlo nuovamente.
Ed infatti è così che succede ogni volta: rientro dentro l’emozione imprescindibile, sottile ed immensa, che ci riunisce, e ci svela, in ogni luogo, anche se soltanto della nostra anima.